Siamo arrivati alla fine di questo viaggio
sul clisigoniometro. Siamo partiti dalle caratteristiche dell'oggetto,
l’abbiamo messo a fuoco attraverso una delle tante immagini che lo raffigurano
in cui possiamo distinguere tutte le parti che lo compongono e il materiale con
cui è realizzato, compresa la chimica che c'è dietro ad esso. Abbiamo conosciuto il
suo ambito di applicazione in cui vengono usate le svariate leggi fisiche che stanno alla base del suo utilizzo e che sono descritte
in svariati testi. Colui che l’ha inventato e
realizzato per primo ha fatto sì che si diffondesse il suo valore simbolico in
altri ambiti che non siano per forza collegati direttamente allo strumento o
alla sua applicazione originaria. Infatti, abbiamo avuto modo di apprezzare la
sua presenza nella filmografia, nei francobolli e persino nei fumetti! La
pubblicità ha permesso la giusta evoluzione di questa famiglia di strumenti,
attraverso studi, calcoli che hanno portato al miglioramento di ogni singolo
pezzo ottenendo così il riconoscimento e la registrazione ufficiale, facendo sì
che si conoscesse anche la modalità d’uso più appropriata per tale strumento. La
famiglia dei livelli a cannocchiale può avere metodi di utilizzo diversi, ma
condividere le stesse funzioni ed essere sottoposti alle stesse regole poiché
accumunati da uno svariato numero di caratteristiche, attributi e molto altro.
Così il clisigoniometro, insieme a tutti gli altri strumenti topografici, si
evolve insieme alla società. In una società dove anche l’oggetto apparentemente
più insignificante acquista un peso notevole nella vita degli individui, anche
le parole che li definiscono sono importanti.
Una società che grazie ad analisi, schematizzazioni e studi è ancora in
grado di migliorarsi giorno dopo giorno per poter offrire strumenti sempre più
validi per affiancare l’uomo e non essere più dei meri oggetti, ma qualcosa in
più.
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